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Internet, Security & Networking Sezione dedicata alle novità dal/sul mondo di internet e alle problematiche derivanti dalla sicurezza informatica.

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predefinito La legge che potrebbe cambiare Internet

La legge che potrebbe cambiare Internet




L’acronimo SOPA sta per Stop Online Piracy Act ed è una legge, attualmente in discussione al Congresso degli Stati Uniti, pensata per proteggere il diritto d’autore su Internet e contrastare la pirateria. Un tema assai delicato che, come già accaduto in passato con leggi proposte per regolamentare la stessa materia, rischia di far arroccare su posizioni nettamente opposte gruppi di potere egualmente coinvolti nell’evoluzione del web: da una parte i contenitori (aziende informatiche del calibro di Google, Yahoo, Amazon, eBay, PayPal e Wikipedia che si sono addirittura unite in un comitato di pressione, la NetCoalition, per impedire che la legge venga approvata) e dall’altra invece i contenuti (industria cinematografica, musicale, sviluppatori di videogiochi ma anche case farmaceutiche e associazioni sportive che subiscono danni economici dalla pirateria digitale).
Cosa prevede la legge
Il SOPA, attualmente fermo in Commissione giustizia della Camera per l’alto numero di emendamenti presentati che ne hanno di fatto intasato la discussione, nella sua versione originale darebbe al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti il potere di chiedere l’intervento giudiziario nei confronti dei siti internet di cui è stata rilevata un’infrazione del diritto d’autore o che facilitino questa operazione (ad esempio ospitando link a pagine dove è possibile rintracciare contenuti protetti da copyright). A quel punto potrebbe esser chiesto ai provider di bloccare i siti internet e i loro canali di finanziamento. L’interessato dal provvedimento ha cinque giorni per presentare ricorso ma intanto il sito verrebbe bloccato, se poi viene effettivamente riscontrata una violazione, l’autore potrebbe rischiare fino a cinque anni di carcere.
Le critiche
Uno degli effetti ritenuti devastanti dai detrattori della legge riguarderebbe siti come Facebook, Twitter o grandi portali che sarebbero costretti a vagliare preventivamente ogni contenuto pubblicato dagli utenti in quanto viene considerato reato anche il solo linkare a contenuti di cui non si possiedo i diritti d’autore. In questo reato incapperebbero anche i motori di ricerca che presentino nei risultati pagine che violano il diritto d’autore.
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